• La banalità del male, dal saggio alla scena

    Durante uno degli incontri del ciclo La parola al teatro, curato da Giulia Valsecchi, è stato affrontato un testo fondamentale: “La banalità del male” di Hannah Arendt. Pubblicato nel 1963, è il resoconto del processo ad Adolf Eichmann che si tenne a Gerusalemme e che la scrittrice seguì come inviata del New Yorker.

    La versione teatrale, curata da Paola Bigatto, utilizza solo frammenti originali della Arendt: da 300 a 15 pagine, parole, precise, che sono già azioni sulla scena. Portato nelle scuole, è un testo che lancia una provocazione: il male è limitrofo alle nostre vite, allora e sempre.

  • “A night in Kinshasa” al Teatro Carcano

     

    Kinshasa, 1974: Muhammad Ali e George Foreman si scontrano nell’ormai nota “Rumble in the jungle”. Big George è il campione in carica, il più giovane, il “nero complice dei bianchi”; Ali è il “nero d’Africa che torna dai suoi fratelli”, il simbolo della lotta e della rivincita. Sul ring non ci sono due uomini, c’è un intero paese oppresso dalla dittatura, c’è un grande movimento per i diritti e per l’integrazione razziale, c’è la storia dell’Africa, dell’America e del mondo.

    Federico Buffa porta tutto questo sul palcoscenico, rendendo la boxe uno spettacolo musicale e un sogno in cui credere.  

     

     

    Milano

    Teatro Carcano

    Dall’11 al 14 ottobre 2017

    Uno spettacolo di Federico Buffa e Maria Elisabetta Marelli

    Regia di Maria Elisabetta Marelli

    Con Federico Buffa, Alessandro Nidi (pianoforte) e Sebastiano Nidi (percussioni)

    Produzione Mismaonda

     

    Foto di Sergio Visciano 

  • Onegin, dai versi alla musica

    “Eugenio Onegin” venne scritto da Puskin tra il 1823 e il 1830 e racconta la travagliata storia d’amore tra lo sdegnoso Eugenio e l’ingenua Tatiana: la trama è semplicissima e accompagna il protagonista dallo scetticismo alla consapevolezza. 

    Da romanzo in versi, questo capolavoro è diventato poi anche opera e balletto, su musiche di Ciajkovskij: un grande omaggio a Puskin, che morì a soli 37 anni colpito in duello, condividendo il drammatico destino di uno dei personaggi principali dell’Onegin. 

    Roberto Bolle e Marianela Nunez hanno interpretato recentemente l’Onegin di John Cranko al Teatro alla Scala, con passione ed emozionante trasporto. 

  • “Stasera ovulo”

    Ci sono temi che non ti aspetti possano essere raccontati in teatro e, quando succede, insieme alla sorpresa nasce un sentimento nuovo: la consapevolezza che quel tema è più che mai urgente.
    Lo spettacolo “Stasera ovulo” fa esattamente questo: prende l’infertilità femminile, difficilmente raccontata e volutamente dimenticata, e la rende il fulcro di un racconto sincero. La protagonista, interpretata da Antonella Questa, è una donna che, passati i 35 anni, desidera avere un bambino, che non arriva. Cure ormonali, punture, esami invasivi, consigli, incomprensione del compagno, cure omeopatiche… Quanto può sopportare il corpo femminile per il desiderio di maternità?

     

     

     

    Carvico

    14 luglio 2017

    Testo di Carlotta Clerici

    Regia di Virginia Martini

    Con Antonella Questa

  • “L’odore assordante del bianco” al Napoli Teatro Festival

    Nel testo di Stefano Massini “L’odore assordante del bianco” c’è un personaggio che ne incarna due ben distinti: Vincent, l’uomo in lotta contro il “castello bianco” in cui è forzatamente rinchiuso, e Van Gogh, il pittore piegato dall’assenza di colori a cui manca la sua arte. Alessandro Preziosi interpreta magistralmente entrambi questi volti, attraverso un continuo scambio di parole tra Vincent Van Gogh e il fratello Theo. Emerge dallo spettacolo il fragile confine tra verità e fantasia, tra malattia e “normalità”: non c’è verdetto né cura da prescrivere, c’è solo una vita in bilico, geniale, disperata e desolatamente sola.

     

     

     

    Napoli

    Napoli Teatro Festival – Palazzo Reale

    27 giugno 2017

    Testo di Stefano Massini

    Regia di Alessandro Maggi

    Con Alessandro Preziosi, Francesco Biscione, Massimo Nicolini, Roberto Manzi, Alessio Gechi, Vincenzo Zampa

    Coproduzione Khora.teatro, Teatro Stabile d’Abruzzo, in collaborazione con Festival Spoleto 60

  • “Il nome della rosa” al Teatro Carignano

    Vedere “Il nome della rosa” a teatro è stato curioso e incredibile: da un romanzo intenso e quasi liturgico nella sua ben precisa struttura, Stefano Massini è riuscito a ricavare una versione teatrale snella e incalzante. La regia di Leo Muscato conferisce all’impianto scenico un taglio “quasi cinematografico” e la storia riesce a rivelare tutta la sua attualità. Al centro dell’opera c’è la battaglia per la verità: un uomo che crede fermamente di possederla (il venerabile Jorge) è disposto a distruggere un patrimonio inestimabile pur di difenderla. Nulla vale di più, persino la vita umana passa in secondo piano.

    Diffida, Adso, dei profeti e di chi è disposto a morire per la verità. Di solito trascinano molti con loro, talvolta prima di loro, talvolta al posto loro.

     

     

    Torino

    Teatro Carignano

    Dal 23 maggio all’11 giugno 2017

    Versione teatrale di Stefano Massini

    Regia di Leo Muscato

    Con Eugenio Allegri, Giovanni Anzaldo, Giulio Baraldi, Renato Carpentieri, Luigi Diberti, Marco Gobetti, Luca Lazzareschi, Daniele Marmi, Mauro Parrinello, Alfonso Postiglione, Arianna Primavera, Franco Ravera, Marco Zannoni

    Produzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Genova,
    Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale

  • Piccole Compagnie crescono…

    Il Teatro Filodrammatici di Treviglio ha avviato il 30 aprile la Rassegna “Piccole Compagnie crescono…”, con l’obiettivo di dare spazio anche agli artisti che hanno formato la propria compagnia teatrale soltanto recentemente. Domenica 21 maggio il teatro ha ospitato la compagnia di Arzago d’Adda “I ragazzi di Gigi”, che hanno messo in scena il musical “La Bella e la Bestia”.
    È stata una serata emozionante, sia perché la sala era gremita, a sottolineare l’interesse per questo tipo di iniziative, sia perché tutto, dalla scenografia ai costumi, dalla regia all’audio, è stato curato dai ragazzi.
    Un impegno incredibile, meritatissimi applausi!

  • “Montagne russe” alla Cavallerizza

    “Montagne russe” non è solo uno spettacolo teatrale: è prima di tutto un gigantesco equivoco, sapientemente costruito, così ben intrecciato che sembra davvero di essere su un seggiolino spinto alla massima velocità. Poggi i piedi su una certezza e subito ti viene portata via, in un continuo turbinio di bugie e sfide e parti che cambiano. La storia è vertiginosa, punta dritta a un finale inaspettato che svela il lato in ombra dei rapporti familiari e delle relazioni umane, costellate di incomprensioni che ci fanno sfuggire la verità dell’altro. Tra una risata e l’altra, un finale semplice che commuove.

     

     

    Milano

    Manifatture Teatrali Milanesi 

    La Cavallerizza

    Dal 5 al 14 maggio 2017

    Di Eric Assous 

    Regia di Fabrizio Visconti 

    Con Rossella Rapisarda, Antonio Rosti 

    Un progetto La Gare – Coproduzione Arterie C.I.R.T.

  • “Il Dio di Roserio” e l’agonismo disperato

    “Il Dio di Roserio” è il romanzo d’esordio di Giovanni Testori, pubblicato da Einaudi all’interno della collana dei Gettoni nel 1954. Testori racconta il ciclismo portando il lettore in sella alla bicicletta di Sergio Consonni, gregario di Dante Pessina, e poi in mezzo alla strada, descrivendo il paesaggio, la fatica e i pensieri dei due compagni, i gesti ricorrenti della corsa, le voci dialettali che si intrecciano, la fisicità estrema della gara. Sembra davvero di essere investiti dalla velocità dei due ciclisti e Fabrizio Gifuni, nel suo spettacolo al Franco Parenti, rende il ritmo folle del primo capitolo magnificamente.

  • “Lear” al Teatro Elfo Puccini

    “Lear” di Edward Bond è uno spettacolo forte, a tratti violento, feroce, disperato. La storia è diversa rispetto all’originale di Shakespeare: qui Lear ha due figlie, malvagie, e Cordelia è invece la moglie del Ragazzo, colui che accoglie il re fuggitivo dopo la sua sconfitta. In questa favola nera Lear è lo spietato re che vuole costruire un muro per proteggere il suo popolo, e il suo potere; ma alla fine è anche il padre che si commuove di fronte alla nuda morte della figlia e tenta di insegnare quello che ha dolorosamente appreso a una sorda, implacabile Cordelia.

    Il mio muro vi renderà liberi

     

     

    Milano

    Teatro Elfo Puccini

    Dal 19 aprile al 7 maggio

    Regia di Lisa Ferlazzo Natoli

    Con Elio De Capitani, Fortunato Leccese, Anna Mallamaci, Emiliano Masala, Alice Palazzi, Pilar Perez Aspa, Diego Sepe, Francesco Villano

    Coproduzione Teatro di Roma, Teatro dell’Elfo, Lacasadargilla

     

    Foto ufficiale dello spettacolo al Teatro Elfo Puccini