• “Amami o sposerò un millepiedi”

    “Amami o sposerò un millepiedi” fa parte dei Racconti d’inverno, una serie di letture intime dedicate “agli amanti della narrazione”, ed è tratto dalla corrispondenza tra Anton Cechov e Olga Knipper, l’attrice prima amica e amante, poi moglie del drammaturgo russo.

    Durante la sua lunga malattia (era affetto da tubercolosi) Cechov regalò al teatro, oltre a “Il gabbiano” e “Zio Vanja”, anche “Tre sorelle” e “Il giardino dei ciliegi”. Dalle lettere che scriveva a Olga emerge il ritratto di un uomo annoiato, costretto in campagna, ma determinato, più di ogni altra cosa, a scrivere fino alla fine: così sarà.

    Scrivi e ama ogni tua parola, ogni pensiero, ogni creatura che coltivi e sappi che tutto questo è indispensabile per l’umanità.

    Da una lettera di Olga Knipper ad Anton Cechov

  • Stefano Bollani e il suo “Napoli Trip”

    Si diverte e ti fa divertire Stefano Bollani. Ti fa gioire e sognare in un mondo di note che magari non conosci ma senti profondamente, che il tuo corpo e la tua mente sentono in un modo quasi viscerale. Questa la sensazione durante il concerto di Stefano Bollani tenuto al Teatro Valli di Reggio Emilia venerdì 26 maggio.
    Ti stupisce sempre, Stefano Bollani, in simbiosi perfetta con la sua musica, il suo piano e i suoi amici artisti che tutto condividono in queste due ore. Grande, fantastico, entusiasmante!
    Complimenti ai Teatri di Reggio Emilia per l’ottimo programma di quest’anno.

  • Jerzy Grotowski e il teatro povero

    Jerzy Grotowski è un drammaturgo e regista teatrale polacco. Si avvicina al teatro per un interesse urgente nei confronti dell’essere umano e, appena ventenne, formula una disciplina teatrale che, negli anni Cinquanta, trasferisce nel suo teatro laboratorio, nella città di Opole: rinnova il teatro ma rimane legato alla tradizione. Leggendo il suo manuale-manifesto Per un teatro povero (1970), è possibile immergersi in quella che per lui è l’esperienza del teatro: un luogo in cui prima di tutto è valorizzato l’attore, con la sua sensibilità e umanità, parte attiva nel processo creativo in comune col regista e gli altri attori.