• “Le Troiane” al Teatro Greco di Siracusa

    Nemmeno con infinite parole (figuriamoci con 99!) sarebbe possibile descrivere la bellezza dello spettacolo “Le Troiane”, rappresentato al Teatro Greco di Siracusa.

    Ogni dettaglio contribuisce a una resa scenica grandiosa: la scenografia che si unisce al panorama siciliano, i canti del coro che scandiscono il procedere della narrazione, il messaggio di denuncia contro il male della guerra e le debolezze degli uomini, attualissimo dopo più di duemila anni. Notevoli anche le interpretazioni: Ecuba, assoluta protagonista, si confronta con Cassandra, Andromaca ed Elena.

    Ognuna ha un dolore e un destino da compiere, ma è ad Ecuba che spetta il peggiore.  

    La tragedia di Euripide è un canto di sofferenza in omaggio alla vita. Ecuba compie la scelta di rialzare la testa. Malgrado la distruzione di una città, di un passato glorioso, le Troiane accettano con coraggio la loro sorte; queste donne sono capaci di marciare sulla propria pena: sono loro le vere eroine della guerra.

    Muriel Mayette-Holtz

  • PFM canta De Andrè – Anniversary

    Fabrizio, la sua poesia è grande emozione:

    “E poi sorpreso dai vostri “Come sta” 
    meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci, 
    tipo “Come ti senti amico, amico fragile, 
    se vuoi potrò occuparmi un’ora al mese di te”.

    Perché già dalla prima trincea 
    ero più curioso di voi, 
    ero molto più curioso di voi.

    E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
    mi sentivo meno stanco di voi 
    ero molto meno stanco di voi. 

    E mai che mi sia venuto in mente, 
    di essere più ubriaco di voi 
    di essere molto più ubriaco di voi”.

     

    Grazie PFM

  • “Manon Lescaut” al Teatro alla Scala

    “Manon Lescaut” è la terza opera di Giacomo Puccini ma è considerata la sua prima partitura matura e completamente personale. Il libretto dell’opera è ispirato al romanzo dell’abate francese Antoine Prévost “Storia del cavaliere Des Grieux e di Manon Lescaut” (1731) e venne ritoccato da diversi autori: l’ultima modifica venne apportata da Puccini che decise di eliminare un intero atto, mantenendone soltanto tre. La trama segue un modello narrativo standard e condanna la donna dissoluta a una triste fine, ma nella musica di Puccini è la vita di Manon “prima” della dissolutezza a trionfare nella passionalità struggente delle note.

    Manon Lescaut è stata una delle grandi passioni di Puccini. Nel duplice senso della parola: passione come grande trasporto per il personaggio e per il suo mondo, che si è tradotta in un dramma lirico di sfavillante intensità; ma passione anche come croce, come lavoro incessante e tormentoso…

    Riccardo Pecci

     

     

     

  • “Idonea ma non ammessa” al Teatro Oscar

    Giulia, una ragazza siciliana, autonoma e indipendente, portando la propria storia sul palco, dà voce alle fatiche e alle difficoltà che deve sostenere un’aspirante attrice, svelando in chiave comica i retroscena, ma allo stesso tempo fornendo spunti di riflessione sulle possibili prove da affrontare per entrare a far parte di questo meraviglioso mondo. La protagonista si racconta in un unico atto, regalando alla platea un’ironica autobiografia rivisitata. Con genuina passione viene messa in scena la fatica di perseguire un sogno anche davanti ai giudizi negativi, comprendendo alla fine che l’unico parere importante per un attore è quello del pubblico.

     

     

    Milano

    Teatro Oscar

    6 aprile 2019

    Di e con Giulia Guastalla

    Regia di Vittorio Bonaccorso

    Produzione Compagnia G.o.D.o.T.

     

  • In modo radicale: Pasolini e il Sessantotto

    Pasolini aveva un modo rivoluzionario di interpretare (e di vivere) la storia: nell’incontro al Piccolo Teatro Grassi questa sua caratteristica emerge in tutta la sua forza.

    Dalla contestata poesia contro gli studenti che protestavano a Villa Giulia fino al sottovalutato articolo sui “capelloni” e sulla semiotica collegata, passando per la celebrazione di New York: anni interi riassunti in righe dense di significati nascosti e di sfumature quasi predittive. Una riscoperta incredibile, considerando che era stato in grado di tratteggiare il nostro presente con decenni d’anticipo. Pasolini, letto oggi, aveva un pregio impagabile: sapeva scrivere ciò che non volevamo sapere.

  • Grandi musiche per grandi film

    La fama di alcune colonne sonore supera a volte quella dei film per cui sono state composte: è certamente il caso della scaletta del concerto dell’Orchestra a plettro Città di Milano al Teatro Gerolamo, dove sia le musiche concepite per essere suonate da strumenti a plettro, come il Sirtaki di Zorba il Greco, sia più arditi adattamenti trasmettono l’armonia e la potenza delle versioni originali.

    La proiezione di spezzoni dei film accompagna l’esecuzione di ogni performance, aiutando lo spettatore a entrare in empatia con ciascuna composizione. Incredibile come certi motivi ci siano noti persino quando non conosciamo il film.

     

    Foto dal sito di Repubblica

  • Antigone e il senso della legge

    “Antigone” di Valeria Parrella è una riscrittura della celebre tragedia di Sofocle, è un mirabolante viaggio nell’anima umana, alla ricerca del senso perduto della libertà, ed è una strenua difesa dell’eutanasia e dell’insindacabile possibilità dell’uomo di scegliere.

    Antigone si batte per dare sepoltura al fratello alimentato artificialmente da anni, contro il volere del legislatore, suo zio, che ha espressamente vietato di anticipare la volontà degli dei e interrompere volontariamente la vita di Polinice. Antigone non rispetta la legge e viene per questo condannata al carcere a vita: dove arriva la necessità della norma e dove comincia la dignità umana?

    Ma non è la più bella delle opportunità che si danno a un uomo quella di ripensare a ciò che ha fatto, ascoltare ciò che l’altro dice, porre ogni giorno una coerenza nuova perché qualcuno ti ha aperto gli occhi?

  • “Orphèe et Euridice” al Teatro alla Scala

    Il mito di Orfeo e Euridice viene cantato in una rappresentazione moderna, semplice e immediata: musica e danza si intrecciano nel racconto di un amore così potente da sfidare la morte.

    Il canto struggente di Orfeo che piange la sua sposa Euridice, morta per il morso di un serpente, commuove infatti gli dei degli inferi, che gli permettono di scendere nell’Ade e riportare con sé l’amata, a patto però che non si volti a guardarla finché non saranno usciti dal regno dei morti. Euridice tenta di spingere Orfeo a voltarsi e lui, non potendo resisterle, la perderà per sempre.

     

     

    Foto di Marco Brescia & Rudy Amisano, dal sito del Teatro alla Scala

  • “Coniglio bianco/coniglio rosso” alla Fondazione Feltrinelli

    “Coniglio bianco/coniglio rosso” è molto più di uno spettacolo teatrale. È un esperimento, un lavoro di squadra, una provocazione. L’attore sale sul palco senza conoscere il copione e il pubblico entra in sala senza sapere se dovrà partecipare o meno alla messinscena.

    Quando Nassim Soleimanpour scrisse questo testo era il 2010, e da allora il suo “Coniglio” ha girato il mondo, senza regista e senza prove: un teatro spoglio e allo stesso tempo denso, che alla fine ci fa uscire in silenzio, immersi in parole che scavano in profondità e ci spingono oltre la nostra stessa concezione del mondo.

  • “Die Fledermaus” al Teatro alla Scala

    Per la prima volta alla Scala, il capolavoro di Johann Strauss (figlio) porta gli spettatori all’interno di una società frivola e ben caratterizzata, con personaggi spassosi e una regia dinamica e coinvolgente.

    La storia, divisa in tre atti, procede per bugie e inganni nella cornice di un macchinoso scherzo ai danni di Eisenstein organizzato per vendetta dall’amico Falke: al termine di una serata danzante, Eisenstein proverà a sedurre una misteriosa contessa ungherese senza sospettare che si tratta della moglie mascherata.

    Paolo Rossi, nella parte di Frosch (il guardiano del carcere), aggiunge all’opera viennese una comicità impagabile (e tutta italiana).

     

     

    Foto di Marco Brescia & Rudy Amisano, dal sito del Teatro alla Scala