• Piccole Compagnie crescono…

    Il Teatro Filodrammatici di Treviglio ha avviato il 30 aprile la Rassegna “Piccole Compagnie crescono…”, con l’obiettivo di dare spazio anche agli artisti che hanno formato la propria compagnia teatrale soltanto recentemente. Domenica 21 maggio il teatro ha ospitato la compagnia di Arzago d’Adda “I ragazzi di Gigi”, che hanno messo in scena il musical “La Bella e la Bestia”.
    È stata una serata emozionante, sia perché la sala era gremita, a sottolineare l’interesse per questo tipo di iniziative, sia perché tutto, dalla scenografia ai costumi, dalla regia all’audio, è stato curato dai ragazzi.
    Un impegno incredibile, meritatissimi applausi!

  • “Il Dio di Roserio” e l’agonismo disperato

    “Il Dio di Roserio” è il romanzo d’esordio di Giovanni Testori, pubblicato da Einaudi all’interno della collana dei Gettoni nel 1954. Testori racconta il ciclismo portando il lettore in sella alla bicicletta di Sergio Consonni, gregario di Dante Pessina, e poi in mezzo alla strada, descrivendo il paesaggio, la fatica e i pensieri dei due compagni, i gesti ricorrenti della corsa, le voci dialettali che si intrecciano, la fisicità estrema della gara. Sembra davvero di essere investiti dalla velocità dei due ciclisti e Fabrizio Gifuni, nel suo spettacolo al Franco Parenti, rende il ritmo folle del primo capitolo magnificamente.

  • Le molte vite dei teatri milanesi

    Prima di essere teatri, il Carcano, il Libero, il Verdi, il Litta, cos’erano? Incuriositi dalla domanda abbiamo fatto delle ricerche: il Carcano è nato come teatro d’opera ma nel 1948 è diventato un cinema (Arcadia) ed è tornato alla sua natura originaria solo negli anni ’80. Il Teatro Libero era una sala prove di danza e forse ne conserva ancora la leggerezza. Il Teatro Verdi è nato come sala da concerti ma è stato anche ristorante, bar e sala da ballo; il Litta, il teatro più antico di Milano, fa parte del palazzo Litta, centro culturale nevralgico della città.

  • “Romanzo teatrale”, una finestra sul teatro

    Dopo aver visto Collaborators, il bellissimo spettacolo sul rapporto tra Bulgakov e Stalin al Teatro dei Filodrammatici a Milano, abbiamo cominciato a informarci sull’attività di drammaturgo dell’autore de Il Maestro e Margherita. Oltre ad aver scoperto che poche delle sue opere teatrali vennero davvero messe in scena, a causa della censura, ci siamo imbattuti nel suo libro Romanzo teatrale, in cui Bulgakov descrive con toni vivi le difficoltà che si incontrano muovendosi nel mondo del teatro. Incredibile ritratto del Teatro d’Arte di Mosca, il libro funge anche da denuncia della censura, che ne esce ridicolizzata e svuotata di senso.

  • Il Teatro dei Filodrammatici a Milano

    Il Teatro dei Filodrammatici ha festeggiato l’anno scorso 220 anni di storia. Venne infatti fondato nel 1796 da un gruppo di borghesi e nobili che credeva fortemente nella necessità di condivisione della cultura. Nonostante sia l’Accademia più antica d’Europa, è allo stesso tempo molto attenta alla contemporaneità e in continuo ascolto della drammaturgia internazionale. Restaurato alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ha una struttura particolare: la sala teatrale si trova infatti 9 metri sotto terra. Anche grazie a questa gestione degli spazi, che permette di affittare i piani superiori, il Teatro dei Filodrammatici è oggi un ente totalmente indipendente.