• “Amami o sposerò un millepiedi”

    “Amami o sposerò un millepiedi” fa parte dei Racconti d’inverno, una serie di letture intime dedicate “agli amanti della narrazione”, ed è tratto dalla corrispondenza tra Anton Cechov e Olga Knipper, l’attrice prima amica e amante, poi moglie del drammaturgo russo.

    Durante la sua lunga malattia (era affetto da tubercolosi) Cechov regalò al teatro, oltre a “Il gabbiano” e “Zio Vanja”, anche “Tre sorelle” e “Il giardino dei ciliegi”. Dalle lettere che scriveva a Olga emerge il ritratto di un uomo annoiato, costretto in campagna, ma determinato, più di ogni altra cosa, a scrivere fino alla fine: così sarà.

    Scrivi e ama ogni tua parola, ogni pensiero, ogni creatura che coltivi e sappi che tutto questo è indispensabile per l’umanità.

    Da una lettera di Olga Knipper ad Anton Cechov