• “Orphèe et Euridice” al Teatro alla Scala

    Il mito di Orfeo e Euridice viene cantato in una rappresentazione moderna, semplice e immediata: musica e danza si intrecciano nel racconto di un amore così potente da sfidare la morte.

    Il canto struggente di Orfeo che piange la sua sposa Euridice, morta per il morso di un serpente, commuove infatti gli dei degli inferi, che gli permettono di scendere nell’Ade e riportare con sé l’amata, a patto però che non si volti a guardarla finché non saranno usciti dal regno dei morti. Euridice tenta di spingere Orfeo a voltarsi e lui, non potendo resisterle, la perderà per sempre.

     

     

    Foto di Marco Brescia & Rudy Amisano, dal sito del Teatro alla Scala

  • “Die Fledermaus” al Teatro alla Scala

    Per la prima volta alla Scala, il capolavoro di Johann Strauss (figlio) porta gli spettatori all’interno di una società frivola e ben caratterizzata, con personaggi spassosi e una regia dinamica e coinvolgente.

    La storia, divisa in tre atti, procede per bugie e inganni nella cornice di un macchinoso scherzo ai danni di Eisenstein organizzato per vendetta dall’amico Falke: al termine di una serata danzante, Eisenstein proverà a sedurre una misteriosa contessa ungherese senza sospettare che si tratta della moglie mascherata.

    Paolo Rossi, nella parte di Frosch (il guardiano del carcere), aggiunge all’opera viennese una comicità impagabile (e tutta italiana).

     

     

    Foto di Marco Brescia & Rudy Amisano, dal sito del Teatro alla Scala

  • “La Dame aux camélias” al Teatro alla Scala

    Vedere Svetlana Zakharova interpretare Marguerite Gautier nel balletto La Dame aux camélias al Teatro alla Scala è stato straordinario. Con la sua delicatezza ha saputo comunicare agli spettatori la sofferta dignità che contraddistingue la protagonista femminile del romanzo di Alexandre Dumas: una cortigiana d’alto bordo che per amore compirà il sacrificio più grande.

    La coreografia della travolgente passione tra Marguerite Gautier e Armand Duval (un Roberto Bolle altrettanto splendido) procede in un lungo flashback ed è caratterizzata da tre passi a due commoventi, in cui i due ballerini danno prova della loro abilità ma anche della loro perfetta intesa.

     

  • Andrea Chénier, storia di un amore

    Melodramma storico ispirato alla vita del poeta francese Andrea Chénier, sostenitore e vittima della rivoluzione francese, quest’opera racconta l’amore e la morte con toni appassionati. Chénier, innamorato della nobildonna Maddalena, viene denunciato dal geloso rivale e rivoluzionario Gérard e condannato al patibolo. Maddalena si sostituirà con un sotterfugio ad un’altra condannata e morirà con il suo amato; a Gérard, pentito della sua viltà, non resterà che piangerla.

    Le note dell’opera ci accompagnano delicate e struggenti in questa storia d’amore d’altri tempi, che esordì alla Teatro alla Scala nel 1896 e che ha saputo commuovere il pubblico, oggi come allora.

  • Onegin, dai versi alla musica

    “Eugenio Onegin” venne scritto da Puskin tra il 1823 e il 1830 e racconta la travagliata storia d’amore tra lo sdegnoso Eugenio e l’ingenua Tatiana: la trama è semplicissima e accompagna il protagonista dallo scetticismo alla consapevolezza. 

    Da romanzo in versi, questo capolavoro è diventato poi anche opera e balletto, su musiche di Ciajkovskij: un grande omaggio a Puskin, che morì a soli 37 anni colpito in duello, condividendo il drammatico destino di uno dei personaggi principali dell’Onegin. 

    Roberto Bolle e Marianela Nunez hanno interpretato recentemente l’Onegin di John Cranko al Teatro alla Scala, con passione ed emozionante trasporto.