• “Nella lingua e nella spada” al Ravenna Festival

    Lo spettacolo di Elena Bucci è un progetto di musica e teatro che pone tante domande, partendo dalla storia di Alekos Panagulis e dal suo amore per Oriana Fallaci ma trascendendo la concretezza della storicità per arrivare a un significato più profondo: l’ideale, prima e dopo ogni cosa.

    Ne emerge una figura immensa, un eroe umano che, costretto in catene, non solo si ribella ma applica tutto il suo essere per dare voce a quella ribellione, a quel disgusto, a quella prigionia.

    Alekos è l’ideale che vince, per una volta. E questo spettacolo è una “piccola luce nel buio”.

    La politica è un dovere, la poesia un bisogno. È un urlo che non si può soffocare, l’ansia di un istante che non si può dimenticare. Allora cerchi carta e matita per fermarlo.

    Alekos Panagulis

     

     

    Ravenna Festival

    12 luglio 2019

    Elaborazione drammaturgia, regia e interpretazione di Elena Bucci

    Con Michele Rabbia, percussioni

    Con Paolo Ravaglia, clarinetti

    Produzione Ravenna Festival, Napoli Teatro Festival/Fondazione Campania dei Festival e Compagnia Le belle bandiere

     

    Foto di Luca Concas

  • “Manon Lescaut” al Teatro alla Scala

    “Manon Lescaut” è la terza opera di Giacomo Puccini ma è considerata la sua prima partitura matura e completamente personale. Il libretto dell’opera è ispirato al romanzo dell’abate francese Antoine Prévost “Storia del cavaliere Des Grieux e di Manon Lescaut” (1731) e venne ritoccato da diversi autori: l’ultima modifica venne apportata da Puccini che decise di eliminare un intero atto, mantenendone soltanto tre. La trama segue un modello narrativo standard e condanna la donna dissoluta a una triste fine, ma nella musica di Puccini è la vita di Manon “prima” della dissolutezza a trionfare nella passionalità struggente delle note.

    Manon Lescaut è stata una delle grandi passioni di Puccini. Nel duplice senso della parola: passione come grande trasporto per il personaggio e per il suo mondo, che si è tradotta in un dramma lirico di sfavillante intensità; ma passione anche come croce, come lavoro incessante e tormentoso…

    Riccardo Pecci

     

     

     

  • “Accabadora” al Teatro Franco Parenti

    “Accabadora” è un romanzo di straordinaria intensità e diventa, nella drammaturgia di Carlotta Corradi, uno spettacolo coinvolgente e di forte impatto.

    Anna Della Rosa interpreta Maria, figlia ceduta e in fuga, dalla madre naturale e dalla madre adottiva, in lotta col passato e in cerca di risposte che tardano ad arrivare. La vediamo nell’atto di tornare a casa, da Tzia Bonaria in fin di vita, l’accabadora che l’ha adottata e l’ha fatta sentire per la prima volta “figlia”. Difficile comprendere una verità taciuta a lungo.

    Maria fa i conti con se stessa e con la morte, perdonando e perdonandosi. 

    Le colpe, come le persone, iniziano a esistere se qualcuno se ne accorge.

    Michel Murgia, Accabadora

     

     

    Milano

    Teatro Franco Parenti

    Dal 26 marzo al 7 aprile 2019

    Drammaturgia di Carlotta Corradi

    Regia di Veronica Cruciani

    Con Anna Della Rosa

    Produzione Giorgio Andriani, Antonino Pirillo, Veronica Cruciani

    Produzione Compagnia Veronica Cruciani, Teatro Donizetti di Bergamo, TPE – Teatro Piemonte Eurpopa, CrAnPi

    Con il contributo di Regione Lazio – Direzione Regionale Cultura e Politiche Giovanili – Area Spettacolo dal Vivo

     

    Foto di Marina Alessi

  • “In nome del padre” al Teatro Duse

    La collaborazione tra Mario Perrotta, attore di grandissimo talento, e Massimo Recalcati, psicoanalista e saggista di straordinaria sensibilità, ha dato vita a uno spettacolo che è un inno alla decaduta “differenza” tra padri e figli, oggi confusa negli stessi atteggiamenti di insofferenza per il mondo.

    Perrotta è tre padri differenti, per condizione sociale, provenienza, persino per lingua, tutti alle prese con figli adolescenti, chiusi nella loro stanza, isolati con le cuffie alle orecchie, impegnati a studiare per evitare di parlare. E noi li vediamo tutti impotenti, letterati e no, completamente disarmati di fronte a quei figli incompresi e incomprensibili.

     

     

    Genova

    Teatro Duse

    Dal 27 al 31 marzo 2019

    Regia di Mario Perrotta

    Consulenza alla drammaturgia Massimo Recalcati

    Con Mario Perrotta

    Produzione Teatro Stabile di Bolzano 

     

    Foto di Luigi Burroni

     

  • “Nel tempo degli dei” al Piccolo Teatro Strehler

    Protagonista a sorpresa dello spettacolo “Nel tempo degli dei” è la musica, con una colonna sonora inedita, interpretata da artisti eclettici. In scena un Ulisse vecchio, con più passato alle spalle che anni davanti, comunque e sempre convinto che l’immortalità, offertagli da Calipso ma rifiutata con convinzione, non valga la vita umana.

    L’Ulisse di Paolini è un moderno sopravvissuto, un uomo che non accetta scorciatoie né sconti, capace di compiersi e di raccontarsi sinceramente. L’Ulisse di Paolini siamo tutti noi quando facciamo i conti con il male fatto, con quello ricevuto, sapendo che non ci sarà mai un pareggio.

     

     

    Milano

    Piccolo Teatro Strehler

    Dal 14 marzo al 18 aprile 2019

    Di Marco Paolini e Francesco Niccolini

    Regia di Gabriele Vacis

    Musiche originali di Lorenzo Monguzzi, con il contributo di Saba Anglana e Fabio Barovero

    Con Marco Paolini, Saba Anglana, Elisabetta Bosio, Vittorio Cerroni, Lorenzo Monguzzi, Elia Tapognani 

    Coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e Jolefilm

     

    Foto di Masiar Pasquali

     

  • “Giocando con Orlando” al Teatro Franco Parenti

    “Orlando furioso” è un poema incredibilmente ricco di personaggi, trame, sottotrame, duelli, fughe e colpi di scena. L’adattamento di Marco Baliani sceglie un filo conduttore che permette al pubblico di orientarsi all’interno dei 46 canti dell’opera: ad accompagnarci in questo vagare è Stefano Accorsi, unico attore in scena, agile nel passare da un personaggio all’altro snocciolando le ottave dell’Ariosto. Nonostante la lingua e la difficoltà del poema, lo spettacolo è incredibilmente snello, incalzante, attuale e divertente. Il pubblico rimane appeso alla voce di Accorsi dalla prima all’ultima parola, senza perdersi un minuto dello struggimento e della follia di Orlando.

     

     

    Milano

    Teatro Franco Parenti

    Dal 12 al 17 febbraio 2019

    Adattamento teatrale e regia Marco Baliani

    Con Stefano Accorsi

    Produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo

  • “Iliade” all’Alta Luce Teatro

    L’“Iliade” è un testo immortale, che ancora oggi riesce a dirci qualcosa di nuovo a ogni nuova lettura. Corrado d’Elia sceglie poche immagini e crea un monologo intenso che passa dalla violenza della battaglia alla compassione del pianto: i due eserciti schierati con gli scudi luccicanti che sembrano un mare sterminato; Ettore valoroso che come un leone combatte e uccide; Paride bello come un dio che fugge dal suo nemico; Achille che per vendicare l’amico ucciso si accanisce sul corpo di Ettore; e, da ultimo, Priamo che implora l’assassino di suo figlio.

    Immagini vivide, che riecheggiano ancora e sempre.

     

     

    Milano

    Alta Luce Teatro 

    Dall’11 al 27 gennaio 2019

    Progetto e regia di Corrado d’Elia

    Con Corrado d’Elia

     

  • “Sugnu o non sugnu 2.0” al Teatro Libero

    Sappiamo che ben 15 delle 37 opere di William Shakespeare sono ambientate in Italia, da Venezia a Messina, e conosciamo bene l’enigma irrisolto della vera identità del celebre drammaturgo. Partendo da queste considerazioni, Francesca Vitale crea una spiritosa commedia basata su una delle tante teorie sulle origini di William Shakespeare: e se il grande scrittore inglese fosse in realtà italiano e, per la precisione, messinese? Se fosse stato costretto a emigrare in Inghilterra a causa dell’Inquisizione?

    Esplorando le batture del Bardo e immaginandosi la sua vita con la moglie, lo spettacolo ci mostra, divertendoci, un nuovo punto di vista.

     

     

    Milano

    Teatro Libero

    Dal 14 al 16 dicembre 2018

    Di Francesca Vitale

    Regia di Nicola Alberto Orofino 

    Con Francesca Vitale, Francesco Foti e Daniele Bruno

    produzione La Memoria del Teatro (Catania/Milano)

     

  • “Evgenij Onegin” al Piccolo Teatro Strehler

    Il parallelismo tra la biografia di Puškin e il suo Onegin rende lo spettacolo di Rimas Tuminas ancora più potente. Morto in duello a soli 37 anni, vittima del presunto amante della moglie, Puškin ha fatto del romanzo poetico un “bestseller”: l’appassionante storia d’amore, prima non riconosciuto e poi respinto, tra Tatiana e Onegin appare in questo spettacolo come un destino inevitabile, composto di musica, versi e danze d’altri tempi.

    Il vecchio Onegin, solo e disilluso, guarda agire l’Onegin giovane, arrogante e altezzoso. Così sul palcoscenico si creano due percorsi narrativi che procedono, paralleli e distanti, verso l’inevitabile epilogo.

     

     

     

    Milano

    Piccolo Teatro Strehler

    Dal 28 al 29 novembre 2018

    Ideato, scritto e diretto da Rimas Tuminas

    Con Sergey Makovetskij, Aleksei Guskov, Lijudmila Maksakova, Irina Kupchenko, Victor Dobronravov, Eugenij Pilugin, Vladimir Simonov, Yury Shlykov, Aleksei Kuznetsov, Artur Ivanov, Eugenia Kregzhde, Olga Ierman, Maria Volkova, Oleg Makarov

    Produzione Vachtangov State Academic Theatre

     

    Foto dal sito del Piccolo Teatro

  • “Amami o sposerò un millepiedi”

    “Amami o sposerò un millepiedi” fa parte dei Racconti d’inverno, una serie di letture intime dedicate “agli amanti della narrazione”, ed è tratto dalla corrispondenza tra Anton Cechov e Olga Knipper, l’attrice prima amica e amante, poi moglie del drammaturgo russo.

    Durante la sua lunga malattia (era affetto da tubercolosi) Cechov regalò al teatro, oltre a “Il gabbiano” e “Zio Vanja”, anche “Tre sorelle” e “Il giardino dei ciliegi”. Dalle lettere che scriveva a Olga emerge il ritratto di un uomo annoiato, costretto in campagna, ma determinato, più di ogni altra cosa, a scrivere fino alla fine: così sarà.

    Scrivi e ama ogni tua parola, ogni pensiero, ogni creatura che coltivi e sappi che tutto questo è indispensabile per l’umanità.

    Da una lettera di Olga Knipper ad Anton Cechov